Navigazione

Vegana e delicata sulla pelle: la spugna di konjac

vegan-und-hautfreundlich-der-konjac-schwarm_1.jpg

In Giappone si usano da un’eternità e ora sono finalmente arrivate anche da noi: le spugne di konjac puramente vegetali per la pulizia del viso.

C’è chi la chiama Lingua del diavolo, e vedendo il fiore se ne capisce subito il motivo. A noi però non interessa tanto la parte superiore della pianta asiatica, quanto piuttosto la sua radice.

Sebbene la pronuncia sia la stessa, il konjac naturalmente non ha nulla a che fare con l’acquavite cognac. Tuttavia, il konjac può però essere consumato, ad esempio nel caso degli spaghetti giapponesi shirataki, fatti con la farina di konjac. Al momento vanno di moda anche da noi, perché saziano benché privi di glutine e poveri di calorie.  

La radice di konjac è perfetta anche per la cosmesi, perché è costituita d’acqua al 97 per cento e ha un pH neutrale. Nel suo assortimento di prodotti di bellezza, la Migros vanta ora addirittura due prodotti a base di konjac: una spugna di konjac nera con carbone di bambù per pelli miste e una con tè verde per pelli sensibili.

Ho testato il modello verde ed ero ancora più curiosa di scoprirne l’effetto dopo aver letto che, in origine, queste spugne erano state sviluppate per la pelle sensibile dei bebè. Non potevano che essere incredibilmente delicate, giusto?

 

Da dura a morbida

In realtà, appena estratta dalla confezione la spugna di konjac somiglia a una pietra pomice. Ma bastano un paio di minuti in acqua tiepida affinché diventi piacevolmente morbida e anche un po’ più voluminosa, in modo da adattarsi perfettamente alla forma della mano. La spugna può essere usata senza niente, insieme a un gel detergente o a un po’ di sapone. Ho optato per la prima variante visto che volevo vedere l’effetto di questa spugna miracolosa. A tal fine si strizza la spugna per eliminare l’acqua in eccesso e la si passa sul viso compiendo movimenti circolari. In questo modo si pulisce e si esfolia leggermente la pelle stimolando inoltre la circolazione sanguigna.

vegan-und-hautfreundlich-der-konjac-schwarm_2.jpg

Confronto delle dimensioni: a sinistra la spugna asciutta, a destra inzuppata d’acqua.

 

Dopodiché si deve sciacquare bene la spugna e appenderla ad asciugare tramite l'apposita cordicella. Se dopo qualche settimana si teme che la spugna non sia più abbastanza pulita, sarà sufficiente disinfettarla in acqua bollente. Ma non troppo spesso, altrimenti si danneggia la struttura della radice di konjac accorciando la durata di vita della spugna.

 

Secondo utilizzo

Usandola tutti i giorni e lasciandola sempre asciugare bene, la spugna di konjac tiene circa dieci settimane, dopodiché deve essere gettata. Alcuni fan delle spugne di konjac consigliano di sotterrarla in un vaso di fiori. Nella terra può fungere ancora da serbatoio vegetale d’acqua per un po’ di tempo prima di degradarsi.

Io ho provato la spugnetta verde solo per una settimana ma sono già diventata una fan. È estremamente piacevole sulla pelle e devo ammettere che nel frattempo ho anche imparato ad apprezzare l’odore di konjac, che all’inizio mi faceva arricciare il naso. Certo non mi dispiacerebbe se asciugasse più in fretta, ma non si può avere tutto nella vita...


Jeanette del Migros Beauty Team, pubblicato il 13.9.2016